Il fuoco di Darvaza, la «Porta dell'Inferno», è più debole di un tempo, ma brucia ancora. Come è nato, come arrivarci, quando arrivare, dove dormire e cosa mettere in valigia.
Indice
In mezzo al deserto del Karakum, in Turkmenistan, un cratere largo circa 70 m brucia da più di cinquant'anni. Visto di notte dal bordo, con le fiamme che ruggiscono e il deserto silenzioso intorno a te, il cratere di gas di Darvaza è uno degli spettacoli più straordinari dell'Asia centrale.
Ed è anche un luogo che sta cambiando. Il Turkmenistan sta cercando di spegnere l'incendio, e nel 2025 la compagnia statale del gas ha dichiarato che si è indebolito molto. Ecco cosa sappiamo nel 2026 e come organizzare la visita.

Brucia ancora?
Sì. A gennaio 2022 l'allora presidente del Turkmenistan, Gurbanguly Berdimuhamedov, chiese ai funzionari, in un intervento alla televisione di stato, di trovare un modo per spegnere l'incendio, che spreca gas prezioso e danneggia la salute di chi vive nei dintorni. A giugno 2025 un dirigente di Turkmengaz, la compagnia statale del gas, ha dichiarato che la combustione si era ridotta di quasi tre volte dopo l'apertura di alcuni pozzi vicini, che sottraggono parte del gas. A dicembre 2025 la compagnia ha annunciato un nuovo pozzo destinato a fermare del tutto la fuga, senza indicare una data.
Nel 2026 il cratere brucia ancora, ma con meno forza che nelle foto che forse hai visto. Se Darvaza è nella tua lista, conviene andarci prima piuttosto che dopo.
Com'è nato
Nessuno lo sa con certezza. Secondo la versione più diffusa, nel 1971 un impianto di perforazione sovietico sfondò una cavità piena di gas, il terreno crollò e i geologi diedero fuoco al gas che fuoriusciva, convinti che si sarebbe esaurito in poche settimane. Alcuni geologi turkmeni hanno raccontato un'altra versione, in cui il crollo avvenne negli anni Sessanta e il fuoco fu acceso negli anni Ottanta. Nessun documento sovietico che chiarisca la questione è mai stato pubblicato.
Nel 2013 l'esploratore canadese George Kourounis è stato il primo a calarsi nel cratere, per raccogliere campioni di terreno. La sua squadra lo ha misurato: 69 m di diametro e circa 30 m di profondità. Nel 2018 il cratere ha ricevuto il nome ufficiale di «Bagliore del Karakum».
Come arrivare
Darvaza si trova circa 260 km a nord di Ashgabat, a circa quattro ore di strada sull'autostrada per Dashoguz. Gli ultimi 8 km lasciano l'asfalto e attraversano la sabbia, quindi serve un 4x4. Da nord, arrivando da Kunya-Urgench e dal confine uzbeko vicino a Khiva, il tragitto è di circa 280 km.
Nessun mezzo pubblico arriva fino al cratere, e le regole del Turkmenistan rendono difficile andarci in modo indipendente. In tutti i nostri tour in Turkmenistan il 4x4, l'autista e il campo sono organizzati per te.
Quando andare
I mesi migliori sono aprile–maggio e settembre–ottobre. D'estate nel deserto di giorno si superano i 45 °C; d'inverno di notte si va sotto zero, anche se una notte limpida e fredda accanto al fuoco ha una magia tutta sua.
Organizzati per arrivare nel tardo pomeriggio:
- Raggiungi il bordo prima del tramonto, quando si vede la forma del cratere.
- Torna dopo il buio, quando il bagliore è più spettacolare.
- Se dormi al campo, dai un'ultima occhiata all'alba, quando il deserto è fresco e vuoto.

Dove dormire
Alcuni campi semplici di yurte e tende si trovano a cinque-dieci minuti a piedi dal bordo. Aspettati materassi e coperte calde, la cena cucinata sul fuoco e bagni esterni in comune, con docce limitate o assenti. È tutto molto essenziale, ma nessuno dimentica di essersi addormentato con il cratere che brilla all'orizzonte.
Note importanti
- Mantieni le distanze: alcuni tratti del bordo sono instabili e le ringhiere sono poche o assenti. Non gettare mai niente nel cratere.
- Stai sopravvento: il calore e l'odore di gas seguono il vento.
- Buio: usa una frontale per il ritorno; il terreno è irregolare.
- Niente droni: in Turkmenistan sono vietati.
- Niente segnale: aspettati poca o nessuna copertura di rete mobile, e comunque molte app sono bloccate.
- Contanti: porta dollari USA; al cratere non c'è niente da comprare, ma in Turkmenistan i contanti ti serviranno.
Cosa portare
- Una giacca calda, berretto e guanti: anche in primavera e in autunno le notti nel deserto sono fredde.
- Scarpe chiuse per camminare sulla sabbia.
- Una frontale e un power bank.
- Acqua, salviette umidificate e snack.
- Un piccolo treppiede per le foto notturne.
- Occhiali da sole e un foulard contro la sabbia sollevata dal vento.
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